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20/01/2004  Milano

Macchine utensili


Ordini macchine utensili : in calo il quarto trimestre 2003
In base ai dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, gli ordini raccolti dai costruttori italiani di macchine utensili per la lavorazione del metallo, nel quarto trimestre del 2003, sono diminuiti del 16,8%, rispetto allo stesso periodo del 2002 (per un valore dell’indice pari a 76,1; base 2000=100).

Particolarmente negativo è risultato l’andamento degli ordini interni, calati del 27,5% rispetto al quarto trimestre del 2002, che si attestano, così, a un valore di 75 (il numero indice più basso fatto registrare in chiusura di anno dal 1998 a oggi).

Sul fronte estero, l’indice ha registrato una diminuzione più contenuta, pari al 4,3%. In ragione d’anno, l’indice complessivo degli ordini 2003 ha registrato un calo dell’11,9% (per un valore medio dell’indice di 63,4). Sul risultato finale ha pesato il calo degli ordini interni scesi del 23,1% rispetto al 2002. Gli ordinativi raccolti sul mercato estero, invece, sono rimasti sostanzialmente invariati, rispetto all’anno precedente, facendo registrare un -0,2%.

La congiuntura di settore si conferma quindi negativa: l’indice degli ordini, negli ultimi tre anni, è sempre stato in costante diminuzione, perdendo il 36,6% rispetto all’anno base. Tale dato ha sempre riflettuto l’andamento dell’economia internazionale, della quale, tuttavia, non ha ancora recepito i segnali di miglioramento provenienti, recentemente, da alcuni dei principali paesi.

Il diverso andamento degli ordinativi raccolti sul mercato interno, rispetto a quello registrato sull’estero, rivela che, a fronte di una domanda interna particolarmente debole, i costruttori italiani hanno mantenuto intatta la forte capacità competitiva sul mercato internazionale.

Approfondendo l’analisi dei mercati stranieri, secondo i dati di commercio estero relativi ai primi nove mesi dell’anno, emerge una sostanziale differenza tra i mercati dell’area euro, in cui le vendite registrano cali dell’ordine del 20-30%, e i principali paesi extra-UE (Stati Uniti, Cina, Russia, Canada), dove le esportazioni crescono a ritmi sostenuti.

“Questo dato - afferma Andrea Riello, presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE - è tanto più significativo se si considera che proprio in questi paesi dovrebbe farsi sentire l’effetto della rivalutazione dell’euro. La crescita delle esportazioni negli Stati Uniti, in Cina, Russia e Canada, dimostra, invece, che l’industria italiana non manca di competitività ma soffre per l’assenza di domanda nei mercati dell’Unione monetaria Europea”.

“A conferma di ciò - continua Riello - vi è il fatto che i costruttori italiani stanno incrementando la propria quota sul mercato interno: le importazioni, infatti, calano molto più delle vendite di macchine made in Italy.”

“Alla luce di questi dati, per contribuire al rilancio del settore - afferma Riello - chiediamo alle autorità governative l’attuazione di uno strumento di politica industriale come quello della liberalizzazione delle quote di ammortamento degli investimenti, quale indispensabile intervento in grado di stimolare la ripresa. A fronte della crisi, diffusa in tutti i paesi dell’Unione monetaria, - continua Riello - sarebbe, inoltre, opportuna una più coraggiosa politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea, sul modello di quella attuata dalla Federal Reserve.”

[ Fonte : UCIMU]
 
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