Perdura la situazione di depressione nel mercato delle esportazioni italiane di macchine per la lavorazione del legno: secondo i dati forniti da Istat, nel periodo gennaio-ottobre 2003, sono state esportate macchine per 902 milioni di euro, con una variazione negativa, calcolata sul medesimo periodo 2002, pari a -11,5%.
La situazione critica accomuna innanzitutto i Paesi dell’Unione Europea nostri abituali clienti; i flussi di macchine italiane verso l’UE sono diminuiti, rispetto a gennaio-ottobre 2002, del 19,0% segnando un valore totale pari a 370 milioni di euro.
I Paesi più colpiti dalla congiuntura negativa sono la Francia (61,6 mln di euro, -20,0%), la Germania (54,7 mln euro, -11,9%), il Portogallo (14,3 mln di euro, -44,3%), il Regno Unito (51 mln di euro, -20,0%) e la Spagna (80,2 mln di euro, -15,9%).
Meno preoccupante l’andamento delle esportazioni verso i Paesi europei non aderenti all’UE (+3,6%), che assieme ai Paesi dell’area medio orientale, Canada e Messico, sono le uniche aree geografiche che evidenziano una certa vitalità.
Alla dinamicità di mercati quali la Turchia (20,3 mln di euro, +99,5%), la Polonia (19,1 mln di euro, +14,0%), la Repubblica Ceca (12,3 mln di euro, +9,3%) e la Slovenia (13,4 mln di euro, +23,3%) si contrappone, comunque, l’andamento negativo di Russia (27,9 mln di euro, -7,3%) e Svizzera (13,5 mln di euro, -31,9%); leggera flessione invece per il mercato rumeno (25,2 mln di euro, -1,3%).
Nessun risultato degno di nota per quanto riguarda il continente africano; unici segnali positivi provenienti da Algeria (9,2 mln di euro, +1,5%) e Sud Africa (7,6 mln di euro, +36,9%).
Il rafforzamento della moneta unica europea nei confronti del dollaro USA ha in parte frenato l’accenno di ripresa delle nostre esportazioni di macchine registratosi nei mesi addietro; gli Stati Uniti, rimanendo comunque il nostro primo mercato di sbocco, hanno fatto registrare nei primi 10 mesi del 2003 un decremento pari al 8,1% con un valore di 98,2 milioni di euro.
Sostanziale tenuta invece del Canada (25,7 mln di euro, +6,4%) e più che positiva la situazione in Messico, dove il flusso di export di macchine italiane ha toccato i 15 milioni di euro con incremento del 48,2%.
Nessuna novità particolare dal Sud America; verso il Brasile sono stati esportati macchinari per 18,1 milioni di euro con un calo pari al 19,2% mentre verso l’Argentina, nonostante la variazione percentuale positiva (+192,7%), il valore esportato rimane molto basso: 2,7 milioni di euro.
Sostanziale tenuta del mercato medio orientale (+4,8%): in evidenza la Siria con 5,7 milioni di euro (+182,5%), l’Arabia Saudita con 5,9 milioni di euro (+28,6%) e gli Emirati Arabi con un valore di 6,8 milioni di euro (+48,3%).
Situazione critica negli altri paesi asiatici dove la variazione percentuale sul totale esportato è pari al -24,0%; in particolar modo si evidenzia l’andamento negativo del sistema Cina+Hong Kong (29,6 milioni di euro, -13,7%), della Thailandia (7,3 milioni di euro, -20,0) e della Corea del Sud (5,6 milioni di euro, -30,7%).
Nessun miglioramento, infine, per quanto riguarda i mercati australiano e neo-zelandese che hanno fatto registrare, rispettivamente, un decremento delle nostre esportazioni del 5,0% (16,8 mln di euro) e del 18,4% (2,6 mln di euro).
Il mercato delle importazioni italiane di macchine per il legno appare al momento in forte contrazione, al pari del mercato interno; i flussi di import nel periodo gennaio-ottobre 2003 hanno toccato i 113,6 milioni di euro con decremento del 27,7% sullo stesso periodo 2002.
In evidenza, quale nostro primo fornitore straniero di macchine, rimane la Germania con 54,6 milioni di euro, ma la variazione percentuale resta negativa (-36,4%).
[Fonte : ACIMALL] |