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01/03/2004  Roma

Confindustria: Male export e investimenti


PIL,CONFINDUSTRIA: MALE EXPORT E INVESTIMENTI Csc: Urgente rilanciare le riforme in Europa
"L'aumento del Pil è stato soprattutto dovuto alla discreta crescita dei consumi delle famiglie residenti (+1,3%; +0,8% il loro contributo alla crescita del Pil) e, per il secondo anno consecutivo, al notevole contributo positivo delle scorte (pari allo 0,5%)". Questo il commento del Centro studi di Confindustria ai dati resi noti oggi dall'Istat che rilevano una crescita modesta dell'economia italiana nel 2003, come già nel 2002 (+0,3% e +0,4% rispettivamente nei due anni), e di poco superiore ai tassi di crescita registrati in Francia (+0,2%) e Germania (-0,1%). Rimane positiva, pur se in rallentamento, la crescita dell'occupazione (+0,4%) in particolare quella dipendente (+0,5%).

"L'andamento delle scorte – fa notare il CsC - è per un verso coerente con la debolezza della domanda interna ed estera; le informazioni diffuse mensilmente dall'Isae non rilevavano però particolari accumuli di magazzino nel corso dell'anno".

"Le esportazioni e gli investimenti, componenti che più imprimono velocità alla crescita - prosegue - sono invece andate male (-3,9% e –2,1% rispettivamente). Tra i paesi dell'area dell'euro l'Italia risulta aver maggiormente sentito gli effetti della rivalutazione della moneta unica sia nel 2002 che nel 2003. Nei due anni, le esportazioni sono diminuite del 7,1% in Italia, dello 0,9% in Francia e sono, invece, cresciute del 4,6% in Germania".

"I dati di oggi, congiuntamente alle ultime informazioni congiunturali relative al commercio estero italiano - sottolinea il CsC - indicano che, ai cambi attuali, senza un allentamento della politica monetaria e senza un rilancio delle politiche di riforma in Europa, difficilmente la nostra economia potrà tornare a crescere a ritmi sostenuti. In presenza di un notevole accumulo di scorte – afferma infine - è improbabile che le imprese italiane possano, in assenza di una ripresa delle esportazioni, incrementare l'utilizzo della capacità produttiva nonché accrescere i propri investimenti".

[Fonte : CONFINDUSTRIA]
 
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